Yes: “It will be a good day (the river)”, verso il mare infinito

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Yes prog rockSegnalo qui un articolo pubblicato il 13 dicembre 2011 sul Sussidiario. Si tratta di una proposta d’interpretazione della canzone degli Yes It will be a good day (the river) dall’album The ladder (1999). Il brano dal punto di vista strettamente musicale è abbastanza convenzionale se consideriamo le sperimentazioni a cui gli Yes ci hanno abituato fin dagli anni ’70.

Molto curati, come di consueto per gli Yes, gli arrangiamenti; in particolare i ricami alla chitarra di Steve Howe e l’atmosfera creata dalla tastiera di Igor Khoroshev, capace di richiamare fin dall’inizio un immaginario paradisiaco, “da rivelazione”, che ben si sposa con un testo che racconta di uno sguardo limpido portato alla realtà, capace di riconoscerne l’ultima implicazione, un destino misterioso e inesorabilmente positivo. Ecco un estratto del testo della canzone:

“iniziare è un posto dove sono già stato prima / guardare l’alba sulle onde argentate / e questo mi libera ancora una volta lungo il cammino”

“qualche volta dimentico / quanto grande è questo mondo / gli stupefacenti cieli d’inverno / la verità insita nella nascita / la pace che tutto questo mi porta / i miei occhi spalancati / sarà una buona giornata”

“Imparare ad ascoltare, imparare a vedere / imparare è la forza che mi rende libero / libero di credere ancora nella mia umanità / dandomi una buona ragione”

“Vieni domani Destino, porta il fiume al mare e sarò libero”

Clicca sul seguente link per leggere l’articolo: YES/ “It will be a good day (the river)”, verso il mare infinito

Qui sotto è possibile vedere la versione live del brano, reperibile su cd in House of Yes Live from House of Blues

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