Robert Plant e la rielaborazione di se stesso

Robert Plant rielaborazioni

Robert Plant e la rielaborazione di se stesso

Robert Plant, a quanto riferito da Buddy Miller, ha praticamente finito il suo nuovo lavoro di studio, un disco di inediti che verrà rilasciato entro la fine dell’anno. C’è ancora un po’ da attendere dunque, ma possiamo sempre ingannare l’attesa ripercorrendo da vicino uno degli aspetti che più hanno caratterizzato la carriera di Plant post-Led Zeppelin: la rielaborazione e l’arrangiamento dei classici della sua vecchia band.

A quanto pare, fu Phil Johnstone, tastierista e compositore con cui Robert Plant collaborò per 3 dischi, a convincere il cantante a riproporre dal vivo delle versioni ri-arrangiate di brani dei Led Zeppelin. Inizialmente, Plant era piuttosto restio, ma alla fine accettò e da lì ritornò ai classici di un tempo in molte altre occasioni.

La più recente è capitata lo scorso anno, con i Sensational Space Shifters, un gruppo che lo stesso Plant ha definito come un connubio di “roots music del Mississippi, Appalachia, Gambia, Bristol e delle colline di Wolverhampton”.

Ecco un piccolo assaggio di una Black Dog multietnica:

Fra le tante rielaborazioni meritano un ascolto quelle con due ottime interpreti, Kristina Donahue (e la Fairport Convention) e Alison Kraus, con cui ha eseguito rispettivamente The Battle of EvermoreBlack Dog. La prima non presenta grandi variazioni, se non l’adattamento a duetto.

La seconda viene invece letteralmente stravolta, trasformandone profondamente il sound e il ritmo. Se siete curiosi di sentire come suona il riff di Black dog su un banjo guardate qui sotto.

Un gruppo con cui Plant è tornato più volte sul repertorio dei Led Zeppelin sono i Band of Joy (è uscito anche un DVD lo scorso anno). Personalmente le rielaborazioni non mi hanno esaltato. Una delle meglio riuscite è Ramble on, soprattutto per l’intermezzo centrale, ma fa rimpiangere la carica e l’energia dell’originale.

Si sa, non tutti i ri-arrangiamenti vengono bene, anzi spesso si rivelano operazioni mal riuscite, tuttavia ci sono alcuni casi dove la rielaborazione non ha niente da invidiare all’originale e si prospetta a tutti gli effetti come una seconda versione di uguale valore.

È questo è il caso di Kashmir, eseguita dal vivo da Robert Plant e Jimmy Page insieme a un’orchestra e a musicisti egiziani (dal disco No Quarter: Jimmy Page and Robert Plant Unledded). Il risultato è un pezzo ancora più orientaleggiante dell’originale, e non meno evocativo!

https://www.youtube.com/watch?v=kzGd2NxyPxA

E voi avete qualche rielaborazione zeppeliniana da suggerire? Segnalate pure il link nell’area commenti.

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3 Comments

  1. qualche rielaborazione zeppeliniana da suggerire?
    Non so, mi verrebbe da dire In the Light (di cui forse qualche versione post zeppelin esiste, non ricordo) che in originale è un brano un po’ spurio ma con del buono.

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