Johnny Cash Thirteen: quando la musica trasforma il senso delle parole

Johnny Cash Thirteen, Danzig

Testo, Traduzione e ascolto di Johnny Cash Thirteen

Fra gli scambi stilistici più strampalati e improbabili della storia della musica un posto d’onore spetta senza dubbio a Johnny CashGlenn Danzig, protagonisti, l’uno come interprete e l’altro come autore, del brano Thirteen.

Era il 1994 quando il co-fondatore del gruppo punk Misfits e della band heavy metal Danzig scrisse (a quanto si dice in appena 20 minuti) un pezzo per Johnny Cash, un brano che sarebbe andato ad arricchire un suo grande disco: American Recordings. 

Di certo è piuttosto insolito che un musicista heavy metal scriva un brano per una leggenda del country, a maggior ragione se il primo è un simbolo del metal satanico (un’etichetta che lo stesso Danzig ha comunque rifiutato) e l’altro è un cristiano profondamente credente.

Tuttavia, nonostante le divergenze espressive ed esistenziali, Johnny Cash apprezzò il pezzo e ne dette un’interpretazione bellissima, a mio viso di gran lunga superiore a quella offerta dallo stesso autore (al di là delle differenze di genere, la linea vocale perde molto del suo fascino nella versione di Danzig).

Il testo parla di un uomo che si porta dietro un “vento di sventura”, un assassino che ha vergogna di sé e del proprio passato (“Prego che tu non mi guardi, prego di non voltarmi indietro“), nato nella miseria, senza nessuno che lo abbia mai amato o chiamato per nome (“Non ho mai avuto un nome / Mi hanno dato solo un numero quando ero giovane”).

Johnny Cash Thirteen. Testo e Traduzione

Bad luck wind been blowing at my back / Un vento di sventura soffia alle mie spalle
I was born to bring trouble to wherever I’m at/ Sono nato per portare problemi ovunque vada
Got the number thirteen tattooed on my neck / Ho il numero 13 tatuato sul collo
When the ink starts to itch, then the black will turn to red / Quando l’inchiostro inizia a dar prurito il nero diventa rosso

I was born in the soul of misery / Sono nato nell’anima della miseria
Never had me a name / Non ho mai avuto un nome
They just gave me the number when I was young / Mi hanno dato solo un numero quando ero giovane

Got a long line of heartache / C’è una lunga linea di tristezza
I carry it well / Che mi porto dietro
The list of lives / la lista di vite
I’ve broken reach from here to hell / che ho spezzato arriva da qui all’inferno
Back luck been blowing at my back / Un vento di sventura soffia alle mie spalle
I pray you don’t look at me, I pray I don’t look back / Prego che tu non mi guardi, prego di non voltarmi indietro

Johnny Cash Thirteen. Ascolto delle due versioni.

Ascoltare entrambe le versioni può essere interessante per sorprendere come uno stile musicale possa trasformare espressivamente un testo. Qui la musica, e soprattutto la voce, fanno tutta la differenza del mondo.

Thirteen (versione Johnny Cash)

La versione di Cash pone in risalto il dramma e il dolore del protagonista, “condannato a portare problemi ovunque si trovi“. Il testo di Thirteen non si discosta di molto dai soggetti che Cash ha cantato per decenni nelle sue canzoni: le vite degli sconfitti ed emarginati dalla società.

Non è un caso che moltissimi suoi pezzi trattino di carcerati, e la predilezione per questo tema lo portò a esibirsi a più riprese nelle stesse prigioni americane, dove il pubblico lo acclamava a gran voce.

Thirteen (versione Danzig)

La versione di Danzig (che include due versi in più) verte su una fredda introspezione psicologica ed è per questo decisamente più angosciante: in risalto è il male che deforma la vita di un uomo riducendola a numero. Nessuno spazio per la compassione e la condivisione di un dramma umano.

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